Riflessioni

dada controlla la follia della mia vita

Dada guarisce il suo cuore [2024]

Dada guarisce il suo cuore da qualcosa che tutti sperimentano, ma dada non vuole essere troppo speciale, solo indipendente. Dada è già ciò che sarà; nel frattempo ho da chiedergli una cosa: s’impara ad amare? Sappiamo che dada non è, adesso, più per l’amore assoluto, anzi è felice dell’impossibilità di incarnare l’amore idealistico… Mi inganno ora nel vederlo sorridere, nel limbo d’amore romantico? Lo porta attorno al corpo fieramente, si ficca nel cilindro di una torre festiva, popolare, in parallelo alla disciplina verbale dell’universalità. Dada si ingaggia per un amore segreto, contemporaneo e speciale. Io cerco la soddisfazione dei sensi, ma dada pretende soprattutto di seguire gli itinerari della follia, mediata dall’analisi dei processi. Io mi accontento, a volte, di distruggere le basi generali del mio schema di autodifesa. Aprirsi all’ignoto è un’idea bella, che, vissuta virtualmente, ripara da un trauma, il trauma di vivere in mezzo agli altri. Dada traumatizza fin dove non si può osservare. In questa primavera non saranno gli altri a fare da sfondo alle mie prerogative, i giochi di dada sono pronti a decorare lo scenario degli oppressi. Chi sono gli oppressi? Dada vede ovunque anime assorte, bipedi o enti pensanti, creature di un passato mitologico; pochi di loro hanno la malinconia del medioevo, essa attanaglia una minoranza. Ma io no, non m’illuderò di trovare una minoranza antica. Discretamente, appena sveglio, m’impongo di fare a meno di cogliere gli aspetti più degeneri. Al di fuori di dada vorrei benedire, intanto preferisco credere nel futuro, carpire il tempo, onorare il passato. Dada mangia la farina del mio sacco per tornare a digerire quel che è stato impropriamente lanciato in aria e quel che è sceso giù perché doveva arrivare. M’intrufolerò in aeroporto senza dire niente a nessuno e quando meno se lo aspettano, e se tutti gli altri saranno d’accordo, sarà il momento di gloria per dada, il mio capo, il mio corpo. Sebbene la gloria senza fine sia solo l’amore che tutto interpreta.