Out Stories

sconfitto il cacciatore, la donna riceve le ali

Lilly la camionista [2016]

Illustrazione geometrica di Lilly vestita d'azzurro accanto al camion rosso Arturo; sopra di lei danza con un angelo sulle nuvole, vicino al castello della principessa, mentre quattro muratori si avvicinano a un garage rosso con stelle gialle

Una selvatica camionista di nome Lilly amava correre nuda nei prati solo quando il sole era sorto.

Un bel giorno… alla ribelle si presento’ un fanciullo d’incredibile marmorea bellezza che librandosi leggero, sorretto dal battito delle sue incredibili ali, la condusse per un braccio lontana, dietro i confini del bosco. Lilly gia’ da bambina aveva sentito storie fantastiche, aveva ascoltato i viaggi di alice incredula e credeva ancora, con una fede quasi divina, al vasto gioco di Gulliver nelle terre nascoste, nei luoghi in cui ingresso resta vietato alle menti infelici. La camionista pareva agli uomini non piu’ d’una acida spremuta di limone fredda, solo i folletti del bosco che solevano mirarla nuda tra le frasche, custodivano i segreti celati della sua natura: avevano percepito il suo amore per i tritoni, i fiabeschi principi e le terre dimenticate nel mezzo.

Qui non solo si trattava di discorrere seduti di fronte ad una cameriera sporca in un locale affacciato sull’autostrada tra Baltimora e Washington DC. C’erano anche feste di irlandesi che, indecisi sul da farsi, auspicavano il ritorno dell’uragano Candy. Signorile ma poco privato il convento distava 150 ore di digiuno metafisico. per questo Lilly non era pronta e il suo camion rombante le chiedeva fieno digitale e porcherie di Paloma Jona. quest’ultima era una principessa bulgara che spesso chiedeva passaggio sul camion e non pagava mai in denaro. Ella preferiva soddisfare i timori di Lilly, cioè impedirle di essere preoccupata quando stormi di piccioni invadevano i suoi spazi privati. Il mistero e la longevità del suo parroco invadevano anche le briciole più prossime alla scadenza degli unici crakers disponibili nella mensa cittadina dei fiori marroni nella sambuca.

Stressata Lilly decise che in fondo dei suoi sporchi lavori da insensibile lesbica poco le importava: inizio’ instancabile a coinvolgere l’angelo in una sfrenata danza ai limiti non solo piu’ della foresta ma dell’universo intero: ballarono sopra i ciliegi ormai più piccoli di nuvole rosse, si mossero i loro corpi fino al bulgaro castello della principessa. Nudi, liberati dall’estremo volante rituale, innamorati come se non esistessero altri, sui folti nuvoloni decisero di stabilirsi. Invitarono ogni creatura da Lilly finora immaginata, intrattennero relazioni oltraggiose che altrove sarebbero state ritenute illecite, non smisero mai di spiare la cattiva Paloma intenta sulla terra a crogiolarsi nelle proprie invidie.

Quando i balbuzienti compresero che Lilly aveva smesso di lavorare per fare eventi di ordine frugale le dissero che la cosa non era accettabile e che lei avrebbe dovuto immediatamente imbarcarsi sulla Moby per andare in Sardegna. eppure Lilly voleva continuare a guidare il camion che amava e con cui spesso faceva sesso. Il camion si chiamava Arturo e aveva pochi amici, quindi per Arturo Lilly era tutto. Interrogandosi sulle possibili voglie dei suoi coetanei, Lilly, che era sempre vestita di azzurro e cercava di confondersi con il cielo, distolse lo sguardo più volte dal sole che voleva rapirla e restituirla agli angeli. Così facendo dette retta a quattro muratori che passavano vicino al suo giardino. Cioé mentre lei sulla sdraio sentiva le sue gambe come un prosciutto in vetrina loro proseguivano senza degnarla di un sentimento, così scelse di invitarli a mangiare un gelato che avrebbero sicuramente trovato in cantina, promise Lilly. Quando tutti e 5 furono scesi in cantina sostavano davanti alla porta di un garage vestito di rosso con stelle di stoffa gialla simboleggianti la carriera di un avvocato che lavorava a goldman sachs. Chi si nascondeva dietro quella porta? ebbene sí, Arturo, che dopo aver fatto salire dentro di lui le 4 bestie utilizzó i loro corpi in decomposizione come benzina per fare il viaggio in Sardegna, cosi da evitare a Lilly la traversata acquatica.