Out Stories

il principe della potenza dell’aria

Fiaba [2020]

il principe figlio del Re e i suoi viaggi fisici e chimici

Illustrazione in stile Mondrian: un principe con la corona porta sulle spalle lo scheletro di un cavallo, inseguito da uno sciame di vespe; a sinistra un castello su una collina con un fiume, una bottiglia di latte e un grillo verde

E quando il mago proferì parola, per stabilire nel migliore dei modi il suo pensiero a scanso di equivoci, la rana (si) fece (di) craak!! dunque la situazione appariva paradossale a tutti i presenti in quella fredda giornata d'estate.. Ma iniziamo dal principio: il principe di Maremmabucaiola in provincia di Puntonero era il figlio del Re, e infatti era il principe. Un giorno uscendo dalla casa della sua fisioterapista con cui in realtà tratteneva rapporti sessuali una volta sì e una volta sì sì sì oo ssìì si rese conto di essere spiato, non perché ne avesse le prove inconfutabili ma perchè sentiva puzza di nocciole e quello non era chiaramente un buon segno. Tant'è che intrappolato in quella sensazione imbarazzante si mise a cavallo e preso dal nervosismo gli mangiò un orecchio; codesto si mise a urlare tutto incazzato dicendo: -ma che cazzo faii!! brutto coglione di merda!!.. Va be che sei il principe etc etc.. E io sono solo un cavallo che neanche dovrebbe parlare però.. E che cazzo!! Un minimo di rispetto, ora portami in ospedale per favore..-

Così il cavallo salì in groppa al principe che si incamminò verso l'ospedale (una capanna con un mago frocio magico all'interno). Durante il tragitto il principe era già scazzatissimo per l'accaduto ma dovette imbattersi in personaggi ambigui che non facevano che peggiorare il suo stato d'animo. Per prima cosa venne frustato con un laccio emostatico da un fanatico islamico che di solito era quieto e raccontava barzellette alla corteccia di un albero di patate; poi incontrò una fata giallina piena di brufoli che sembrava cinese e la cosa gli diede alquanto fastidio quindi sguainò la spada, sempre con il cavallo in groppa, e la ferì brutalmente in modo tale da farla soffrire il più possibile prima che morisse. In seguito, giunto ormai a pochi mesi luce dalla casa del mago, dopo 130 anni di cammino, oltre che incazzato si sentì un po' stanco e decise di riposare. Il cavallo però, che nel frattempo era morto dissanguato, si lamentò dicendo che voleva arrivare alla casa del mago il prima possibile perché magari avrebbe potuto resuscitarlo. Il principe confuso acconsentì in quanto in fondo si sentiva un po' responsabile dell'accaduto all'orecchio del cavallo. Per farla breve si schiaccia il pulsante di sicurezza e si fa pressione sulla capsula fino ad accorciarla della misura desiderata. Prendere o lasciare. Tua madre tostapane che brucia fettine di pane e fa incazzare la gente. Gente armata che picchia gente disarmata senza usare le armi quindi gente armata stupida che picchia gente disarmata sfigata. Giocatori d'azzardo che bruciano lo stipendio con grandi falò e non hanno più i soldi per giocare d'azzardo. Mamme che protestano contro le maestre perché assegnano compiti di punizione esagerati e inutili ai propri figli che tanto non imparano ad allacciarsi le scarpe e a cucinare il pesce.

Ecco dopo una serie di cose confuse e non molto importanti per lo sviluppo della storia, il principe e il cavallo giunsero finalmente all'ospedale, ovvero la capanna del mago peter pan. Finalmente il cavallo poteva essere curato dalla sua morte e il principe poteva tornare dalla fisioterapista a cavallo di esso. Ma un imprevisto li attendeva: quel vecchio gay del mago diceva di non poter curare il cavallo perché ormai era morto da troppo tempo e in effetti ne rimaneva solo qualche piccolo osso.. Il principe comprese la situazione e nonostante il lungo viaggio di trecentoquaranta anni circa e la fatica impiegata per compierlo non si arrabbiò, trucidò il vecchio inutile che aveva fatto sprecare tutto quel tempo e tornò al castello. [Per questioni di spazio il mio editore non mi ha concesso di pubblicare per intero il racconto del ritorno del principe dalla casa del mago al castello, quindi provo a farvi un riassunto, ma non stupitevi se vi confonderà un po' le idee in quanto accaddero cose molto strane e spaventose e anche con in mano una ipotetica descrizione integrale del suo tragitto avreste trovato difficoltà a comprendere ciò che accadde.] Ecco il riassunto: “ appena partito vuoto integrale di svuotino con un coetaneo di nome aladì morto in un incendio poco dopo causato da formiche rosee non arruolate per vendetta di Inosse, figlio di ulivo. Invece essendosi reso conto della tragedia continua per poco prima di essere per la seconda volta disturbato da una collina con scritto che se la pecora si nutre di nostalgia diventa poesia, poi viene rapito dagli aborigeni che lo costringono a duri lavori di manutenzione per 25 anni finché muoiono tutti in seguito a un virus a cui solo il principe è immune. Quest'ultimo riprende il tragitto e questa volta va avanti per 10 anni senza essere disturbato se non per qualche piccola stranezza notata come soffitti nel bosco o vasellame sporco di troffie al pesto.. Fino a questo momento il tragitto è andato bene perché la vera tragedia per il nostro uomo saranno i rimanenti 300anni di viaggio in quanto disgraziatamente un giorno accetta di farsi dare un passaggio da un pittore francese a bordo di un'elegante carrozza che purtroppo in realtà è solo un cambiamento improvviso e continuo di condizioni meteorologiche. Fin qui nulla di cui preoccuparsi, ma dopo due anni di condivisione del viaggio nella carrozza il pittore francese tramite la sua voce suadente e subdole tecniche psicologiche riesce a stuprare il principe e ovvio a dirsi, da quella volta in poi la cosa accade più e più volte per sessanta lunghi anni, quando il francese muore di vecchiaia. Come liberato da un incantesimo il principe si rende conto degli stupri subiti ai quali ormai reagiva passivamente e preso da una rabbia esagerata ma comprensibile piscia sul corpo defunto del pittore mentre lo morde mentre lo prende a schiaffi mentre gli apre le budella mentre lo insulta. Fatto tutto ciò si impossessa della carrozza e cerca di proseguire il viaggio, ma di notte non riesce a dormire perché ha gli incubi quindi non dorme per 180 anni finché iniziano a venirgli strane sonnolenze e si addormenta per 5 anni di seguito. Quando si risveglia cade in crisi perché non sa quanto ha dormito e non sa dove si trova e non sa quanto manca per arrivare a destinazione e non sa che direzione prendere. Così decide di andare in giro a cercare qualcuno che sappia indicargli la strada e trova sdraiata per terra una fata giallina tutta ferita e squarciata che soffre un macello. Il principe facendo finta di non conoscerla (mentre in realtà era stato lui a ferirla in quel modo nel viaggio di andata) le chiede indicazioni sulla strada e la fatina senza averlo riconosciuto gliele da e in cambio vuole solo un bicchiere d'acqua che ovviamente, una volta date le informazioni richieste, non riceve.

Per non farla troppo lunga diciamo che i restanti 55 anni di viaggio filano tutto liscio e finalmente il principe arriva al suo castello in provincia di Puntonero.”

Durante tutto il tempo della sua assenza suo padre il Re era morto, aveva preso il posto suo fratello, poi il figlio di suo fratello, e il figlio del figlio del figlio e così via ed erano cambiate 27 generazioni. Quando sua madre gli disse ciò il nostro principe era molto triste per il padre e non gli venne in mente di chiedere, così tanto per curiosità, quanti anni aveva adesso la madre e la cosa evidentemente la sollevò parecchio. Successivamente il principe fece cena e poi andò finalmente a riposare, ma si trovò una ragazza nel letto che diceva di essere la principessa attuale e non sapendo bene come comportarsi per la situazione imbarazzante che si era creata, fece sesso con lei per tutta la notte e il giorno seguente e anche la notte del giorno seguente. All'indo indo domani mattina (indo indo per dire che erano passati 2 giorni spero vi piaccia il termine se no cazzi vostri), la principessa (gran porca come abbiamo capito) era scomparsa e il principe si incamminò per andare a comprare il latte fresco che era finito perché quello a lunga conservazione avanzato non andava bene alla regina che quindi cagava abbastanza il cazzo. Il lattaio era stato sostituito da uno slavo che diceva di essere il vecchio che nella pubblicità dice “ahh ma è roncoo”.. Dato che non ci assomigliava per niente il principe capì che sto tipo andava lasciato perdere, ma questo incalzava continuando a imitare lo slogan dello spot del vino insistentemente.. Il principe che voleva solo il latte per la madre, regina di Maremmabucaiola, e non voleva ascoltare oltre lo slavo, se lo mangiò vivo e andò nel retrobottega a servirsi da solo, ovvero rubò il latte che gli serviva.

Ma le sfighe non erano finite, infatti sopraggiunse uno strano grillo parlante che guardava in silenzio il principe con aria di sfida. Essendo di colore verde chiaro il grillo continuava a non proferir parola, ma lasciò comunque intendere al nostro protagonista che il motivo della sua visita era quello di fare una predica. Il principe sapeva di non poterlo semplicemente uccidere come avrebbe fatto con chiunque altro gli avesse scombussolato i progetti perché il grillo era mandato dal mago-giudice del castello in persona. Sapeva anche che se avesse lasciato il negozio con il latte rubato senza sottostare allo sguardo accusatore del grillo avrebbe sicuramente passato dei seri guai, nonostante i membri della congregazione ne avessero già inghiottito una sostanziosa porzione. (Giusto per non delimitare.. “Io mi vesto sempre molto bene, mio nonno ad esempio”)... Tutto sommato non solo una voce dal cielo che intonava straziatamente l'inno russo andava diffondendosi, ma il principe udì nuovamente l'odore di nocciole che l'aveva innervosito frequentando la sua fisioterapista all'inizio di tutta la vicenda fin qui narrata. Tra la paura della madre che aspettava freneticamente il latte, l'umiliazione di dover sottostare al grillo, l'inno russo, l'odore di nocciole e quella frase tra parentesi di poco fa che lascerebbe di stucco persino un poster di Rohn quello di harry potter, il principe si stava alterando come non mai. Così pensò : “Gesù era assolutamente contrario alla ricchezza, beati i poveri di spirito, sia grazia alla tua volontà, come in tero così in cierra, sia parmigiato il grattugiano” ma evidentemente c'era qualcosa che stava impazzendo dentro la sua mente (notare rima ricca), dunque smise di pensare e si abbandonò a droghe di ogni genere, fornitegli direttamente dal grillo che nel frattempo si era stufato di dover sempre sgridare le persone, voleva darsi allo sballo più totale e raggiunse l'obbiettivo in men che non si dica:

{aihhaoccococoo vedo un Cavaliere nero, al centro sociale del diavolo lingua di pus sfratto bestiale con allucinante puccino nell'lsd del distruttore malvagio museruola militare gratinato di Gesù messo in mezzo nudo con il satellitare e la mucosa dei peli della buccia di patate arrugginita.. Metropoli fango! palloncino limousine mantello zac e cody oddio quello è il fratello di Riccardo, come stai? “male, ho un dito rotto”.. Vabè saluta anche lui, è un amico degli insetti che volano si chiama Buroflettile “ciao ahahah sono sotto effetto di droghe ma se vuoi possiamo diventare amici”- “no sono contro le droghe pesanti” - “shh ci sono le bambine degli orsi che origliano il proiettile” - “va bene io vado ciao ci si vede”. Emozioni contrastanti tristezza per l'addio e gasatura improvvisa per l'idea di arrampicarsi su un albero di mosche, ma lasciata perdere per mancanza di reale energia fisica made in taiwan postepay gioventù rubata}...

[Per non dilungarmi troppo nel narrarvi i viaggi che si stavano facendo il grillo e il principe ho trascritto solo i punti più salienti dei loro deliri selvaggi.]

Dopo essersi completamente ripresi, 4 ore dopo l'assunzione, si salutarono cordialmente ed andarono ognuno per la sua strada.

Il principe però si ricordò che doveva ancora portare il latte alla madre, ma l'idea delle sgridate di quella per il ritardo gli provocava una tale agitazione che per sollevarsi decise di assumere nuovamente sostanze tossicodipendenti. Non sapendo dove trovare droghe siccome non c'era più il grillo e si trovava solo, ai margini di una foresta, decise di sballarsi con un antico metodo indiano. Cercò un'ape, la prese e la mise all'interno di un nido di vespe per provocare un combattimento all'interno che provocasse la morte agonizzante dell'ape e il suo relativo sbrandellamento in mille minuscoli pezzi, quasi polvere. Dopodiché disse alle vespe di levarsi dalle balle, staccò il nido dal tuorlo dell'uovo e, messo il naso in un buchetto sniffò le ceneri dell'ape, che gli diedero una botta assurda indimenticabile.

Dopo aver varcato un arco, continuando a vagare per la foresta in cerca di riparo, ma non trovando nulla da riparare decise di ripararsi. Intanto le vespe che erano vendicative si erano messe a seguire il principe di nascosto e lui, fatto com'era, non badò al ronzio alquanto palese. Quindi poco dopo mentre faceva un bagnetto in una pozza ed emetteva piccoli urletti di gioia le vespe lo assalirono tutte insieme e il principe non riuscì a difendersi. Fu una scena davvero tragica, gli insetti gialli e neri erano migliaia e il principe strafatto provava a colpirli con la spada senza successo mentre decine di aghi velenosi gli si conficcavano nel corpo ogni secondo che passava.. Pian piano si accasciò e le vespe continuavano ad arrivare da ogni dove, lo pungevano e lo ripungevano finché il principe morì tra atroci sofferenze.

MORALE DELLA FIABA: se ti devi drogare, anche di droghe pesanti, fallo pure, ma in mancanza di pusher affidabili (come per esempio un grillo stufo di fare il cane da guardia ai malfattori) non ricorrere per nessun motivo ad antichi metodi di sballo indiani, perché se per esempio fai incazzare le vespe o solletichi un piccolo di elefante o sposti la tana di un nido di rocce velenose che servono a coprire l'ingresso del nascondiglio di due calamite grosse quanto una piantina di menta e a forma di due iguane ferite al piede sinistro, le conseguenze possono essere disastrose e non basterà la tua spada a difenderti. Stronzo.

FINE,

(scritta da anagramma notizia - ultimata in data 6/08/2011 e iniziata a scrivere circa 6 mesi prima)