Out Stories

il mago si è disciolto nel suo stesso incantesimo

Faranousch [2021]

Nella Notte del 12 Marzo 2021

Illustrazione geometrica di un palcoscenico con Faranousch e il pane allo yogurt, un mago e un giudice; Teo urla sul tetto di un pollaio mentre un gatto si avvicina e una bibliotecaria versa pezzi degli scacchi in un vaso

C’era una volta una ragazzina svizzera, i cui genitori, entrambi turchi, avevano divorziato. La ragazza si chiamava Faranousch e aveva appena scoperto il pane. Lo riempiva abitualmente con lo Yogurt.

Un giorno, una bomba cadde sulla sua casa e per l’incidente Faranousch si trovò orfana di madre. Si risvegliò al centro di un palcoscenico, c’era una grande folla come pubblico, in quel momento realizzò di essere stata scelta come cavia e aver sognato tutto grazie all’ipnosi di un mago.

Eppure queste argomentazioni non convinsero il giudice e, in verità, nessuno dei presenti, che così intossicati dall’atmosfera viziata, avrebbero scommesso, ignari, che poche mosse sarebbero state sufficienti a far cessare l’intero supplizio. Faranousch, per distrarre la giuria, raccontò la storia di quando il suo gatto turco era entrato come un ladro a fare una scorpacciata nel pollaio del vicino. Nell’inventare velocemente questa scena, Faranousch si trovò effettivamente davanti al pollaio.

È in un preciso attimo che smise di distinguere la realtà dall’immaginazione, quello in cui sul palco le misero affianco Isotta, confondendola tremendamente. A questo punto Teo, che era rimasto vividamente coinvolto tra le file del pubblico, si rese conto che Faranousch ci provava con Isotta. Nonostante la quasi impossibilità dell’operazione, ancor prima di pianificare una strategia, partì a passo svelto verso la scena, deciso ad intavolare un threesome pazzesco.

Teo, quasi giunto ai confini eterei della bolla, che ormai gonfiandosi riempiva gli spettatori dello stesso impulso erotico, non trovò un tavolo disponibile; lì per lì si arrampicò impulsivamente sul tetto del pollaio, si strappò la maglietta della Patagonia a mani nude e fece un urlo libero, potente come Tarzan.

A questo punto il risvolto atteso si manifestò in maniera impensabile: bastarono cinque pastigliette a forma di bottone per convincere la bibliotecaria dell’istituto a rovesciare tutti i pezzi di sala trovati sulla scacchiera nel vaso del mago, che cangiò in merda.

FINE.