Memorie

la radianza della nostalgia

Mi manca Dublino [2010]

Mi manca Dublino, mi manca il college, mi manca quel cibo di merda che ero l’unico a mangiare, mi mancano la città e i negozi, mi manca la nostra stanza (Samuele Desmero, Fabio Beltramo, Daniele Simonetti aka «Leo»), mi mancano le attività pomeridiane a cui non ho mai partecipato, mi mancano le gite, i supermercati pieni di alcolici che non potevi comprare, mi mancano i primi giorni, quando per riconoscerci ci chiamavamo con il colore della maglietta della sera prima, mi manca la discoteca nonostante la musica di merda, mi mancano i biscotti delle 10.30, mi manca il Kulana! Mi mancano addirittura i panini schifosi, immancabilmente uguali a quelli della volta precedente, mi mancano gli animatori e le loro minacce, così esagerate da essere buffe ma anche tenere, mi mancano le spedizioni di pesca con Emma, Noemi, Leo, Fabio e Susi, mi mancano gli insulti fino alle 5 del mattino, mi mancano le corse nei corridoi di notte e le urla «Bellaaaaaaaa!», mi manca non dormire, mi manca il caffè schifoso e inutile, perché tanto a lezione d’inglese si dormiva per forza! Mi mancano gli irlandesi che potevi insultare comodamente in italiano, mi manca sgridare Samu perché mangiava troppe patatine alla cipolla, mi manca la puzza delle nostre camere, mi manca dormire dalle ragazze, mi manca lasciare le scarpe nella stanza di Emma per poi andare a dormire nelle altre stanze, mi mancano le lotte degli animatori per mandarci a letto la sera e svegliarci la mattina, mi mancano le domande di Leo che facevano scappare gli animatori, mi manca vedere Leonardo che ci provava con tutte, ahahah, mi mancano le spagnole, mi mancano i lavandini senza miscelatore, mi mancano i cazziatoni in teatro, che servivano a molto, devo dire... mi mancano Angelo e la paura che avrebbe dovuto incutere, mi manca Leo che ci provava con Giorgia, l’animatrice figa, mi manca addormentarmi al dolce suono dell’inglese dell’insegnante madrelingua, mi manca «Go to office!» e poi chissenefrega... mi mancano i 15 gradi che non importavano a nessuno, perché comunque era estate, mi manca Andrea che già dai primi giorni faceva il porco con le sconosciute, invitandole calorosamente nella nostra stanza, ahah, mi manca sentire i nomi dei compagni di classe storpiati dalla pronuncia inglese, mi mancano le casse per l’iPod di Cioni e i festini improvvisati grazie a quelle, mi mancano il cielo fantastico e gli arcobaleni di ogni giorno, mi manca Samu che girava per le camere come un pazzo a rubare le patatine del pranzo al sacco, mi manca il gelatino alla vaniglia, mi manca «Everybody say Ginooo!», «Ginoooooo!», ma soprattutto mi mancate voi!